IAN e SIAN
L'ufficio IAN (Igiene degli Alimenti e della Nutrizione) della Direzione Sanità controlla l'operato SIAN (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione delle Asl) sugli atti fondamentali dell'igiene degli alimenti e della nutrizione, verifica la loro efficacia ed efficienza sul versante tecnico ed amministrativo, coordina il loro operato ed emana direttive in materia con l'ausilio, talvolta, di gruppi di lavoro specifici:
· Gruppo di lavoro sull'igiene degli alimenti e bevande( det.dg14/21 3-7-03)
· Gruppo di lavoro sulla nutrizione (det dg14/3 del 21-1 04)
· Gruppo di lavoro per la classificazione delle acque destinate al consumo umano ( det dg 14/6 S14 del 9-8-2002 modificate con dg 14 /21 del 13-07 2003)
· Gruppo di lavoro su fitofarmaci e relativi coadiuvanti (det dg 14/31 del 23-10-2003)
All'occorrenza, lo Ian individua Piani Prioritari di Intervento di comparto, attivando sopralluoghi e verifiche dirette sul territorio con eventuale sequestro e estinzione di alimenti e bevande di comprovata patogenicità.
Lo IAN, tra le varie iniziative di seguito precisate, si premura di monitorizzare l'applicazione della delibera n. 907 del 2002 (questa che recepisce integralmente il D.P.R. 290/2001 è poi stata rinnovata con cadenza annuale) Nello specifico incarica l'ARSA (Agenzia Regionale Sviluppo Agricolo) di organizzare corsi di formazione e di aggiornamento, finanziati dalla Regione, per i venditori/acquirenti di prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti. La partecipazione a uno di questi corsi specifici e il superamento del relativo esame, consentono di conseguire il Patentino per Alimentarista che oggi, in una più precisa filosofia di accertamento e selezione professionale, sostituisce quello che una volta era il libretto di idoneità sanitaria per svolgere l'attività di "alimentarista" (compravendita alimenti e loro manipolazione)
Annualmente lo IAN, di concerto con i SIAN delle singole Asl, predispone un Piano di controllo sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti (in applicazione del D.M. 23/12 1992) che mira a rilevare eventuali sostanze pericolose, per il consumo alimentare, in prodotti che hanno subito trattamenti nella coltivazione o nella relativa catena di "produzione, distribuzione e vendita".
In particolare, dopo la pianificazione delle operazioni di controllo, è il SIAN delle Asl che si premura di raccogliere i campioni di prodotto nel territorio di sua competenza e di trasferirli, per i dovuti accertamenti tecnici e le analisi necessarie, presso il dipartimento provinciale dell'ARTA (Agenzia Regionale di tutela Ambientale). Nel caso in cui l'ARTA dovesse avere difficoltà nelle rilevazioni allora, in sostegno delle incombenze di controllo, si interpella l'Istituto Zooprofilattico per la verifica dei test.
Lo IAN rileva i dati relativi agli esami, li elabora in una relazione e li invia al Ministero della Salute che li utilizza per il monitoraggio a livello nazionale degli alimenti. Qualora, nella fase di analisi, si dovessero riscontrare eventuali rischi per la salute dei consumatori, scatta il Sistema Rapido di Allerta che innesca una serie immediata di provvedimenti atti ad esaurirne i pericoli.
Il Sistema Rapido di allerta
Per notificare in tempo reale i rischi diretti o indiretti per la salute pubblica, connessi al consumo di alimenti o mangimi, è stato istituito il sistema rapido di allerta comunitario, sotto forma di rete, a cui partecipano la Commissione Europea e gli Stati membri dell'Unione.
L'Ufficio VI della "Direzione Generale della Sanità Veterinaria e degli Alimenti del Ministero della Salute" è il punto di contatto italiano per il sistema di allerta comunitario.
Il meccanismo delle comunicazioni rapide, sempre più numerose negli ultimi anni, è uno strumento essenziale per la valutazione di eventuali rischi e per la tutela del consumatore.
Al riguardo, il flusso delle "allerte" garantisce sia la completezza delle informazioni che la tempestività della comunicazione attraverso apposite procedure operative che prevedono:
- schede di notifica standard (completezza delle informazioni);
- uso della posta elettronica (tempestività della comunicazione).
L'attività del sistema di allerta prevede il ritiro di prodotti pericolosi per la salute umana o animale. Nel caso di rischio grave ed immediato (esempio: tossina botulinica), oltre a disporre immediatamente il sequestro dei prodotti, tramite l'intervento del Comando Carabinieri della Sanità e degli Assessorati Regionali, la procedura di emergenza viene integrata con comunicati stampa.
In questo caso vengono informati i cittadini sul rischio legato al consumo di un determinato prodotto e sulle modalità di riconsegna dell'alimento alla Asl territorialmente competente.
Il sistema di allerta comunitario trova il fondamento giuridico nella Direttiva 92/59/ CEE del Consiglio Europeo (recepita col decreto legislativo 115/95) relativa alla sicurezza generale dei prodotti e nel Regolamento CE 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabiliscono i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare.
La Commissione Europea ha istituito sul proprio sito (weekly overview of alert and information notifications) uno spazio apposito per la consultazione "on line" delle notifiche settimanali, già in corso, trasmesse dai Paesi della Comunita', divise in:
- new alert notification per i prodotti a rischio che sono sul mercato europeo.
- new information notification per i prodotti non presenti sul mercato europeo o gia' sottoposti a misure di controllo dal Paese interessato. Si tratta di una tabella riassuntiva, da considerare come un'ulteriore fonte di informazione, attraverso la quale, gli Enti sanitari territoriali interessati possono direttamente venire a conoscenza delle notifiche. Nel caso di necessita' di approfondimento si invitano i medesimi a prendere contatto con gli uffici ministeriali centrali o periferici competenti.
Nello specifico la Regione opera in tre passaggi fondamentali che mirano ad una repentina ed immediata soluzione dell'eventuale danno. L'efficienza e la riuscita delle operazioni è dovuta alla sinergia delle varie forze che operano sul territorio, sia direttamente sia attraverso le funzioni amministrative.
1) Prelievo.
Le forze che concorrono al reperimento e al controllo capillare sul territorio sono:
· I NAS (nucleo antisofisticazioni dell'Arma dei Carabinieri)
· I SIAN (uffici delle Asl)
· Servizio Veterinario (solo per gli animali)
· Forestale
Qualora si evidenzino dei rischi per la salute umana, i suddetti soggetti trasmettono i risultati degli accertamenti al SIAN di relativa competenza territoriale.
2) Richiesta Piano di Commercializzazione.
L'ufficio Sian, dopo aver raccolto la segnalazione derivante da un organo del primo punto, si appresta a richiedere alla ditta produttrice tutto il materiale documentario per la tracciabilità del prodotto. Riuscire a capire come viene fabbricato e dove viene venduto è la parte più importante per contenere i danni e prevenire i rischi. Il documento rilevante ai fini di questa operazione è il Piano di Commercializzazione che la ditta deve redigere, per disegnare tutto il percorso del prodotto, dal reperimento delle materie prime fino alla vendita al dettaglio.
3) Trasmissione allerta da parte dello IAN
Una volta che l'ufficio della Asl di competenza territoriale ha raccolto la documentazione, ha identificato i lotti e le partite di merce a rischio ed ha rintracciato gli acquirenti (così da poter individuare tutti prodotti in commercio) passa la chiamata (anche via mail) all'ufficio regionale IAN che diffonde l'allerta a tutte le altre Regioni, al Ministero e alla Comunità Europea. Ciò permette (quasi sempre) di ritirare i lotti adulterati dal commercio e di comunicare tempestivamente alla popolazione a rischio quali prodotti evitare di consumare.
I laboratori preposti al controllo e all'analisi dei campioni prelevati sono L'ARTA e l'ISTITUTO ZOOPROFILATTICO.
Acqua
Nel quadro di controllo e monitoraggio regionale delle bevande, rientra, proprio per la sua intrinseca rilevanza, l'acqua potabile.
In linea con le direttive nazionali (D.L. 152/99 11-maggio-99 si trova in G.U.n.124) che impongono le disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepiscono le direttive CEE in materia di classificazione e trattamento ( acque reflue urbane) e protezione (dall'inquinamento prodotto da trattamenti di carattere agricolo), la regione Abruzzo (del. n. 1996 del 15-sett.1999 servizio veterinario) ha istituito un gruppo di lavoro per il censimento delle acque.
Nel 2002 lo IAN ha avvertito l'esigenza di costituire un gruppo di lavoro anche per la classificazione delle acque destinate al consumo umano (det.dg14/6 S14 del 9-8-2002). All'interno dell'equipe sono state nominate alcune professionalità, di carattere prettamente specialistico, allo scopo di istituire la commissione tecnica.
Il gruppo di lavoro recepisce le richieste dirette dall'Autorità sanitaria locale (sindaco) intenzionata alla classificazione delle acque da destinare al consumo umano e, dopo la verifica della documentazione di istanza (a cui si devono allegare tutti i certificati specifici richiesti dal gruppo di lavoro con la collaborazione del Sian) stabilisce le modalità e i tempi di prelievo dell'acqua da parte dell'operatore per una successiva analisi di cui viene incaricata l'ARTA.
Risultato di tale iter è una precisa classificazione delle acque che possono essere valorizzate, controllate e protette a livello regionale.
La classificazione delle acque a livello europeo (cfr.titolo 2 D.L. 152/99 11-maggio-99 si trova in G.U. n. 124) può essere di tre tipi: A1, A2 e A3 in base alla quantità di nitrati derivanti dai fitofarmaci utilizzati in agricoltura. Anche se, originariamente, il compito del censimento delle acque era affidato all'Ufficio Idrico Integrato della Direzione Territorio, facente capo all'Assessorato all'Ambiente, il monitoraggio e le successive classificazioni sono ora svolte dallo IAN che, tra i numerosi successi conseguiti, annovera la catalogazione di Rio Torto come A2 (in attesa di deliberazione poiché il perito geologo deve finire di aggiornare la documentazione relativa ad Alfedena). Ciò garantisce due fondamentali punti a favore della tutela sanitaria dei cittadini abruzzesi: un bacino di utenza idrica (potabile ) a scopo umano, nonchè il controllo e la tutela futura di un bene preziosissimo per il territorio. L'Abruzzo è infatti una delle regioni più ricche di riserve idriche utili e di qualità eccellente, e l'obiettivo della Direzione Sanità è di poter tutelare e garantire un numero di risorse sempre maggiori per la Regione, così da non vedersi costretta ad acquistarne fuori dal territorio.
Per saperne di più->collegamento alla relazione "Piano operativo 2006".
INFO
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elenco responsabili Sian
Scrivi a: IAN. Servizio Prevenzione Collettiva. Direzione Sanità. Regione Abruzzo. Via C.di Ruvo, 74 65127 Pescara
Telefona a:
Stefano Giovannoli (Responsabile del Servizio) 085/7672673
Roberto Angelucci (Collaboratore amministrativo) 085/7672606
Email:
stefano.giovannoli@regione.abruzzo.it
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- AUSL Chieti: www.aslchieti.it
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- AUSL Pescara: www.ausl.pe.it
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