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  Nelle Residenze Socio-sanitarie

Il Servizio Sanitario Nazionale si trova attualmente a soddisfare una domanda sempre crescente di assistenza di natura diversa da quella tradizionale e con nuove modalità di erogazione, basate sui principi della continuità delle cure per periodi di lunga durata e dell'integrazione tra prestazioni sanitarie e sociali erogate in ambiti di cura molto diversificati tra loro.

 

Le categorie di malati, interessate a questo nuovo modello di assistenza, sono sempre più numerose: pazienti cronici, anziani non autosufficienti o affetti dalle patologie della vecchiaia in forma grave, disabili, malati terminali, malati afflitti da dipendenze gravi.

 

Il Servizio Sanitario Regionale ha, pertanto, sviluppato un nuovo tipo di assistenza basata su un approccio multidisciplinare volto a promuovere i meccanismi di integrazione delle prestazioni sanitarie e sociali rese sia dalle professionalità oggi presenti, sia da quelle nuove da curare nei prossimi anni.

 

E' nata così una rete di assistenza nella quale viene garantita al paziente l'integrazione dei servizi sociali e sanitari, nonché la continuità assistenziale, al fine di ridurre i ricoveri e la permanenza dei pazienti negli ospedali per acuti.

 

I servizi più importanti forniti per gli anziani ed i disabili sono le Strutture Residenziali e l'Assistenza Domiciliare Integrata (vedi al paragrafo precedente "…a casa").

 

Le strutture residenziali più importanti, esistenti sul territorio regionale per l'assistenza agli anziani e  ai disabili, sono le Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.) e i Centri Residenziali (C.R.).

 

Le R.S.A. sono strutture extraospedaliere, gestite da soggetti pubblici o privati, finalizzate a fornire accoglimento, prestazioni sanitarie, assistenziali e di recupero funzionale e sociale, nonché di prevenzione dell'aggravamento del danno funzionale per patologie croniche nei confronti di persone ultrasessantacinquenni non autosufficienti e di soggetti disabili non autosufficienti, non assistibili a domicilio, richiedenti trattamenti continui, e che non necessitano di ricovero in strutture di tipo ospedaliero o nei centri di riabilitazione di cui all'art. 26 della legge 23.12.1978, n. 833.

 

Per accedere alle R.S.A.,  occorre, preliminarmente, la richiesta del medico di famiglia o dello specialista ospedaliero, nel caso in cui il paziente sia ricoverato presso l'ospedale; successivamente, la valutazione dell'Unità Valutativa Geriatria territoriale determinerà il piano di assistenza e la durata del ricovero. La retta è a carico del S.S.R. per quanto attiene le prestazioni sanitarie, mentre sono  a carico del paziente le prestazioni alberghiere.

 

Per le R.S.A., autorizzate e accreditate a carico del S.S.R., si possono consultare gli elenchi nelle Info.

 

I Centri Residenziali sono strutture residenziali a lunga permanenza che erogano prestazioni sanitarie a rilevanza sociale caratterizzate da una minore intensità terapeutica, rispetto alle R.S.A.

 

Per accedere ai C.R. occorre la richiesta del medico curante. La retta è a carico del S.S.R. per quanto attiene le prestazioni sanitarie, mentre sono a carico del paziente le prestazioni alberghiere.

 

Gli elenchi dei C.R. autorizzati, accreditati a carico del S.S.R. sono quelli negli Info.

 

INFO:

elenchi R.S.A.

elenchi C.R.

 

Scrivi a: Regione Abruzzo. Direzione Sanità. Servizio di Assistenza Distrettuale, Riabilitativa e Medicina Sociale. Ufficio R.S.A e Medicina Sociale. Via C.di Ruvo, 74 65127 Pescara 

Telefona a:

Dr. Mario Romano (Dirigente del Servizio) 085/7672653- fax: 085/7672637

Dr.ssa Lucia Colarossi (Responsabile d'ufficio) 085/7672665- fax:085/7672637

Email:

lucia.colarossi@regione.abruzzo.it 

Vai su:

- AUSL Avezzano/Sulmona: www.aslavezzano.it

- AUSL Chieti: www.aslchieti.it

- AUSL L'Aquila:

- AUSL Lanciano/Vasto: www.asltreab.it

- AUSL Pescara: www.ausl.pe.it

- AUSL Teramo: www.aslteramo.it

Leggi:

Normativa

R.S.A.

L. n. 67 del 11/3/88;

D.P.C.M. 22/12/89;

Linee guida Ministeriali del 31/3/94;

D.P.R. 14/1/97;

L.R. n. 72/94 del 25/10/94 (P.S.R.);

L.R. n. 37/99 del 2/7/99 (P.S.R.);

D.G.R. n. 1175/96 del 12/4/96;

D.G.R. n. 2502 del 24/11/99;

D.G.R. n. 100 del 9/2/00;

D.G.R. n. 661 del 1/8/02;

 

C.R.

L. n. 730 del 27/12/83;

D.P.C.M. dell'8/8/85;

D.C.R. 49/6 del 23/687 e 71/11 del 21/10/97;

D.G.R. n. 662 del 1/8/02;

D.G.R. n. 361 del 16/5/03;

 

Se il disagio è dovuto a problemi di carattere mentale è possibile predisporre il ricovero in strutture residenziali psicoriabilitative psichiatriche: queste accolgono soggetti con bisogno di interventi terapeutico - riabilitativi in regime di residenzialità extra ospedaliera, diversamente supportate dalle equipes dei D.S.M. a secondo dei bisogni. Dette strutture, sia pubbliche che private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, sono dislocate sul territorio delle sei Asl abruzzesi e si distinguono in quattro tipologie:

1. strutture residenziali terapeutico - riabilitative (struttura protetta) che svolgono attività sanitarie assistenziali finalizzate alla riabilitazione e risocializzazione del paziente affetto da patologia psichiatrica sub acuta e cronica che necessitano di interventi a lungo termine mediante attività medico-psico-riabilitative. L'assistenza del personale è garantita 24 ore.  

2. strutture residenziali socio-riabilitativa a più alta intensità assistenziale (struttura semi-protetta – Casa famiglia) che svolgono attività destinate alla riabilitazione e risocializzazione dei pazienti affetti da patologia psichiatrica ad evoluzione cronica, che necessitano di organizzazione aambientale e di interventi terapeutici finalizzati principalmente ad un assetto risocializzante della vita del soggetto, anche mediante attività medico – psico- riabilitative.  L'assistenza del personale è garantita 24 ore.

3. strutture residenziali socio-riabilitativa a minore intensità assistenziale (struttura semi-protetta – Casa famiglia) che svolgono prevalentemente attività riabilitative e risocializzanti per pazienti affetti da patologie psichiatriche che non richiedono alti livelli di assistenza. L'assistenza del personale è garantita nella fascia oraria diurna

4. strutture residenziali terapeutico - riabilitative per specifiche patologie psichiatriche (Comunità terapeutiche) che svolgono attività sanitarie assistenziali, anche riabilitazione e socializzazione per specifiche patologie psichiatriche. A tale scopo vengono poste in essere tutta una serie di strumenti innovativi quali la Ergoterapia, la  Musicoterapica, la Danzaterapia e varie attività di laboratorio (di ceramica, di fotografia, di pittura, di falegnameria, ecc.)

 

La presa in carico del paziente, su richiesta del medico di famiglia o dello specialista – tranne che per il Tso (Trattamento Sanitario obbligatorio) che costituisce un caso di emergenza – avviene attraverso il D.S.M. (o anche solo su indicazione del D.S.M.) il quale, dopo aver operato una valutazione preliminare del paziente accompagnata da dettagliata relazione sanitaria, ne dispone l'accoglienza in idonea struttura. Anche attraverso la formulazione di piani terapeutici-riabilitativi personalizzati per particolari patologie.

 

Strutture del Privato Sociale (Comunità terapeutiche)

Si tratta di strutture gestite da Associazioni e Cooperative Sociali iscritte ai rispettivi Albi Regionali e, in molti casi, all'Albo degli Enti Ausiliari della Regione Abruzzo (iscrizione che consente l'accesso a finanziamenti e convenzioni con le ASL).

 

Diverse le tipologie di appartenenza:

semiresidenziali, se accolgono i pazienti durante le ore diurne per progetti individualizzati di tipo terapeutico e/o riabilitativo (centri di ascolto, di accoglienza); o residenziali, se i pazienti risiedono presso case-famiglia o comunità alloggio per l'intero arco delle 24 ore (Comunità Terapeutiche), seguendo un percorso terapeutico personalizzato di tipo psicologico e farmacologico, spesso ad integrazione del trattamento ambulatoriale. Esse differiscono, inoltre, anche in relazione alla metodologia di intervento adottata, che può essere orientata più verso interventi di tipo pedagogico-riabilitativo o di tipo terapeutico-riabilitativo.

In molte strutture gli assistiti hanno la possibilità di seguire anche percorsi finalizzati al reinserimento sociale e lavorativo, attraverso corsi di formazione, attività lavorativa nel settore dell'artigianato e laboratori artistici.

Alcune strutture offrono interventi specifici per il sostegno alle famiglie di tossicodipendenti, per la cura ed il sostegno di donne tossicodipendenti con figli minori, o per la disintossicazione dall'alcol.

Soprattutto in tema di alcolismo, esistono specifici gruppi di auto –aiuto (ad esempio l'Alcolisti Anonimi) e di associazioni di famiglie di alcolisti (l'ARCAT Associazione Regionale Club Alcolisti in Trattamento) che utilizzano soprattutto metodi di terapia di gruppo.

Esistono, infine, strutture private che svolgono esclusivamente attività di prevenzione delle dipendenze da sostanze illegali e da alcool.

Per approfondimenti vai su "Tutela della salute mentale" in "CERCARE AIUTO". 

 

INFO

 

Clicca:

elenco Dipartimenti salute mentale

elenco Residenze sanitarie psichiatriche

elenco Strutture del privato sociale

 

Normativa di riferimento:

 

per le tossicodipendenze e l'alcolismo

-          D.P.R. 309/'90 "Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza" (e successive modificazioni e integrazioni, tra cui la L.18 febbraio 1999, n.45 "Disposizioni per il Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga e in materia di personale dei Servizi per le tossicodipendenze") e decreti ministeriali di attuazione.

-          L.R. 21 luglio 1993, n. 28 - Disciplina delle attività di prevenzione e di recupero dei soggetti in stato di tossicodipendenza svolta dagli enti ausiliari - Istituzione dell'Albo regionale.

-          Legge regionale 12/08/93, n.37 attuativa della Legge Quadro sul volontariato n.266/91 e operanti nel settore delle tossicodipendenze;

-          Legge 381/91 "Disciplina delle cooperative sociali"

-          L.R. 8 novembre 1994, n. 85 " Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale"

-          L.R. 12 novembre 2004, n. 38 "Riordino della normativa in materia di cooperazione sociale"

-           

 

per l'alcolismo inoltre,

-          D.M. 3.8.1993 "Linee di indirizzo per la prevenzione, la cura, il reinserimento sociale ed il rilevamento epidemiologico in materia di alcool dipendenza"

-          Legge 30 marzo 2001, n. 125 – "Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati"

-          Decreto Ministeriale 14 aprile 2003 - Istituzione della "Consulta nazionale sull'alcol e sui problemi alcolcorrelati" di cui all'art. 4 della Legge n. 125 del 2001

-          L.R. n. 114/'99 "Prevenzione dei problemi alcol-drogacorrelati e di formazione di operatori del settore socio-sanitario, del settore socio-educativo e del volontariato"

-           

per il tabagismo

-          L.R. n° 19/98 "interventi in materia di prevenzione del tabagismo"